Disinfestazione anossica

La metodologia di disinfestazione da noi adottata fa parte del macromondo delle disinfestazioni anossiche. 

Disinfestazione anossica

La metodologia di disinfestazione da noi adottato fa parte del macromondo delle disinfestazioni anossiche. 

L’eliminazione dell’entoma responsabile del degrado dei supporti delle opere avviene attraverso la progressiva sottrazione di ossigeno. Da qualche anno questo tipo di disinfestazione è la più utilizzata nel mondo dei beni culturali in quanto presenta numerosi vantaggi dal punto di vista logistico e conservativo.

La sua efficacia però è strettamente vincolata al rigido rispetto di alcune norme basilari e parametri esecutivi. 

Infatti, al contrario delle normali disinfestazioni che impiegando principi venefici, offrono margini di riuscita elevati anche in caso di procedure non effettuate con la massima accortezza ed affette da accidentali errori di esecuzione, la disinfestazione anossica va condotta con metodo scientifico e cioè attraverso il costante controllo di tutti i parametri e le variabili implicate nell’intervento per tutta la durata del procedimento.

È a tale scopo che abbiamo creato nel tempo un rigido protocollo che, partendo dall’utilizzo di eccellenti materiali e passando attraverso lo studio propedeutico di parametri fisici ambientali riprodotti in cella e controllati costantemente da apparecchiature scientifiche di monitoraggio, ci permette di offrire un intervento che massimizza l’effetto della disinfestazione, riducendo al minimo trascurabile le variabili negative intrinseche in qualsiasi intervento messo in atto dall’uomo.

Il nostro intervento si articola come segue.
Metodologia:

a - Diagnostica biologica  


b - Diagnostica fisica 
rilevazioni dei parametri ambientali T e UR durante un periodo di tempo atto a stabilire          una tendenza generale di tali parametri.    


c - Acclimatazione
Analisi delle grandezze rilevate e scelta di una T/UR media al quale compiere l’intervento.

d - Fabbricazione dei sacchi di disinfestazione
A tale scopo saranno utilizzati film barriera ad alta prestazione di ultima generazione uniti tra loro tramite termosaldatura con pinze termosaldanti. La morfologia delle celle sarà progettata da personale specializzato tenendo conto della fisionomia e dello stato di conservazione delle opere immesse e degli appositi spazzi atti a contenere la strumentazione diagnostica di controllo dei parametri fisici e quella di mantenimento ambientale.

 

e - Immissione delle opere e raggiungimento dei valori anossici di ossigeno residuo

Costituite le celle, le opere verranno inserite da personale specializzato, che si atterrà a specifiche direttive che mirano a ridurre al minimo tutte le possibili sollecitazioni meccaniche alle quali sono normalmente sottoposte le opere durante interventi di questo tipo. A tale scopo saranno utilizzati appositi sostegni e materiali ammortizzanti ed isolanti.

Prima della chiusura del sacco saranno inseriti DATALOGGER RADIO per il rilievo di T e UR  e per la costante verifica dell’andamento dei valori di O2 residuo.

Oltre alle attrezzature per il monitoraggio delle grandezze fisiche verranno utilizzati strumentazioni atte al mantenimento del microclima stabilito. Tale microclima raggiunto attraverso la preventiva umidificazione dell’N (azoto) in entrata e garantito in maniera attiva con apposite attrezzature meccaniche, sarà anche controllato in maniera passiva attraverso l’utilizzo di assorbitori di UR a tasso costante.

La metodologia di raggiungimento dei valori di O2 (O2 < 0.2%) da noi utilizzata e quella del METODO MISTO, attraverso l’utilizzo in contemporanea di un GENERATORE DI AZOTO che garantisce un flusso in uscita costante di miscela di gas N + ( O2 <  0.2%), e di assorbitori di O2  all’interno dei sacchi, che permettono di mantenere la concentrazione del livello prestabilito per tutta la durata dell’intervento.

Il funzionamento ottimale del ciclo dell’azoto da parte del generatore è garantito da una centralina elettronica con memorizzazione ed analisi dei dati in uscita ed entrata a check continuo.

 

L’umidificazione di N è ottenuta attraverso il passaggio del flusso di gas in un apposito umidificatore tarabile munito di gorgogliatore, innestato sulla bombola di stoccaggio. 
 

Per tutta la durata dell’intervento (stimata in circa trenta giorni a seconda della natura del biodeteriogeno rilevato) le attrezzature radio ci permetteranno di monitorare il buon andamento dell’intervento intervenendo in maniera tempestiva ove se ne presentasse la necessità. 

 

Passato il periodo di tempo atto al buon esito della disinfestazione il materiale sarà estratto dalle celle e controllato al fine di attestare il buon esito dell’intervento.